17.02.2009 -
La Commissione trasporti del Parlamento europeo ha oggi approvato con la maggioranza risicata di 21 voti favorevoli contro 20 contrari la revisione della Direttiva che stabilisce le disposizioni minime per l’orario di lavoro dei conducenti di mezzi pesanti.
Il deputato europeo Sepp Kusstatscher, membro della Commissione trasporti, nota con dispiacere che le molte proposte di cambiamento presentate dai Verdi non sono state accolte. Ma non è ancora detta l’ultima parola, perché prima di approdare in plenaria la proposta di relazione deve ancora passare dalla Commissione Occupazione e affari sociali.
Il tentativo della Commissione europea di regolare la materia e di limitare il fenomeno dei conducenti trasportatori autonomi ha dato luogo a molte discussioni. Si tratta di persone che formalmente vengono considerate imprenditori autonomi, ma che di fatto svolgono questa attività per altri imprenditori. I “veri” autonomi rimangono ancora esclusi dalla direttiva.
“Ciò è ingiustificabile. Si tratta di una presa in giro, perché sappiamo benissimo quali abusi si compiano all’ombra di questa zona grigia del diritto”, afferma Kusstastcher, notando che questa decisione va a pesare sulla sicurezza stradale, oltre a colpire i diritti dei lavoratori.
Inoltre la direttiva ridefinisce il concetto di „lavoro notturno“. Finora il concetto era applicato in modo diverso nei singoli stati membri dell’UE. Contro la posizione dei Verdi e dei Socialdemocratici si è arrivati a definire il “lavoro notturno” come lavoro svolto per almeno due ore continuative, nell’intervallo di tempo che va dalle 24 alle 6. “Ma non si tratta ceto di un progresso, poiché alla fine la fascia di tempo definita notturna si riduce a quattro ore.
La proposta di regolamento per il fine settimana non è stata inserita nella revisione della direttiva: era stata proposta dai Verdi e dai Liberali, ma è stata affossata dalla maggioranza dei Conservatori. L’obiettivo di questa proposta era di riadattare anche la definizione di “settimana lavorativa”, attraverso una suddivisione ponderata di tempo di lavoro e riposo. “Un tempo di riposo fisso al finesettimana andrebbe a vantaggio della qualità del lavoro, della sicurezza stradale, e del benessere dei cittadini. “Avrebbe inoltre limitato lo sfruttamento, un fenomeno che sta aumentando continuamente nella categoria professionale degli autisti”, conclude Kusstatscher.
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