11.03.2009 -
Sepp Kusstatscher ha ricevuto ieri a Strasburgo la visita di una delegazione di attivisti per il dialogo e la riconciliazione provenienti da diverse zone dei Balcani: Srebrenica e Prijedor (Bosnia Erzegovina) Kraljevo (Serbia) e Peja-Pec (Kossovo). Come membro della Delegazione del PE con il Sud-Est Europa, Kusstatscher ha inoltre promosso un incontro del gruppo balcanico con alcuni parlamentari di tale delegazione.
nella foto: Nikola Sretovic di Kraljevo, Serbia e Fitim Krasniqi di Pec-Peja, Kosovo al Parlamento europeo
L'incontro è stato presieduto dalla Presidente della Delegazione del Parlamento europeo con il Sud-Est Europa, Doris Pack, che ha illustrato e discusso le visioni e le politiche del Parlamento europeo sui Balcani. Dalla discussione è emerso che l'obiettivo di entrare nell'Unione europea deve essere una priorità assoluta per l'avanzamento verso una pace duratura e sostenibile, una democrazia più piena e una maggiore stabilità economica e sociale, in cui soprattutto i giovani possano avere reali prospettive di vita. Si è sottolineata anche la centralità del lavoro sulla riconciliazione e la memoria svolto dalla società civile: solo così si potrà ricostruire un tessuto sociale che ancora porta evidenti le ferite delle guerre degli anni Novanta.
Sono intervenuti all'incontro anche Gisela Kallenbach, deputata tedesca dei Verdi che negli anni Novanta ha svolto il ruolo di sindaco reggente in una cittadina del Kossovo, Jelko Kacin, deputato sloveno che sta lavorando ad una relazione sull'accordo di stabilizzazione con la Serbia, e l'austriaco Hannes Swoboda, vicepresidente della Delagazione PE con il Sud-Est Europa.
"Sono contento di aver accolto al Parlamento un gruppo di giovani costruttivi e motivati, curiosi di imparare di più sull'Unione europea e le sue istituzioni" ha detto Kusstatscher alla fine dell'incontro. "Ma ciò che apprezzo ancora di più è l'esistenza stessa di questa rete, che riunisce persone di diversi stati e gruppi che sono stati in conflitto in passato o lo sono ancora oggi. La cosa più importante è che continuino a comunicare fra di loro e a lavorare insieme sulla memoria e la riconciliazione. Auguro loro forza e successo in quello che stanno facendo".
I giovani del gruppo, che da tempo sono coinvolti attivamente in una rete su questi temi, sono usciti dal Parlamento molto motivati a continuare nel loro lavoro. "È stato bello incontrare persone che nelle istituzioni europee si occupano dei temi che ci stanno a cuore" ha detto Nikola Sretovic di Kraljevo, uno dei partecipanti alla visita. "Come giovani dobbiamo impegnarci per poter essere noi, un giorno, parte attiva delle istituzioni e prendere noi stessi le decisioni sul nostro futuro".
La visita al Parlamento europeo si inseriva nel contesto di un viaggio di studio presso le istituzioni europee organizzato dalla Fondazione Alexander Langer di Bolzano nell'ambito del progetto Adopt Srebrenica. Attraverso questo progetto, nato nel 2005 per sostenere le forze locali che lavorano per la riconciliazione e la memoria, e con il sostegno di diverse associazioni trentine impegnate nei Balcani, la Fondazione Langer ha costruito una rete di attivisti della società civile balcanica. Con la visita a Strasburgo la rete è al suo terzo incontro. Prossimo appuntamento in Kosovo, a Pec/Peja, su invito del Tavolo trentino con il Kossovo.
Nelle foto:
1. Il gruppo con Kusstatscher
2. I relatori al dibattito (sa sx a dx): Cereghini-Fondazione Langer; Pack-Presidente Delegazione PE con il Sud-Est Europa; Kallenbach-Delegazione PE con il Sud-Est Europa; Kusstatscher-Delegazione PE con il Sud-Est Europa; Grazzi-ufficio Kusstatscher
3. Il gruppo durante il dibattito
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