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Curriculum vitae
È nato nel 1947 in un maso di Villanders/Villandro a ca. 1000 metri d'altitudine sopra Klausen/Chiusa (BZ), e lì è cresciuto con otto fratelli e sorelle.
Dopo aver conseguito la maturità classica nella sua lingua, il tedesco, ha studiato filosofia, teologia e pedagogia a Bressanone, Innsbruck e Klagenfurt. Per 17 anni, è stato direttore della scuola professionale di Bressanone.
Per dieci anni è stato sindaco del suo paese, per cinque consigliere provinciale e presidente della "corrente sociale" della Südtiroler Volkspartei (SVP). È uscito da quel partito quando gli sembrarono prevalervi le lobby, gli affaristi e gli arroganti.
E’ l’unico alto ex-dirigente che, lasciato la SVP, ha fatto la scelta di un movimento interetnico come i Verdi. Si batte per un’autonomia in cui i diritti siano uguali per tutti ed in cui ciascuno si senta a casa propria.
Nel 2003, è stato rieletto nel consiglio provinciale di Bolzano, stavolta con i Grüne-Verdi-Verc, che lo hanno poi candidato per le Europee, conseguendovi il miglior risultato della loro storia (13,1 %). Il 13 giugno 2004 è stato eletto unico eurodeputato dei Verdi dall'Italia accanto a Monica Frassoni,  
Fà l'europarlamentare a tempo pieno. È membro effettivo della Commissione Occupazione ed Affari Sociali (pres. Ottaviano Del Turco). È membro supplente della Commissione Trasporti e Turismo (pres. Paolo Costa), dove si batte per alternative sostenibili a megaprogetti insani ed infinanziabili come il Tunnel di Base del Brennero.
  Data la sua provenienza,
a) non perde d'occhio quelle lingue e quei popoli minoritari in Europa che stanno molto peggio della Provincia Autonoma Sudtirolo-Alto Adige (oltre al relativo intergruppo, fa anche parte della Delegazione per la Macedonia).
b) si sente anche alleato di quel tipo di agricoltura e di agriturismo anche di montagna, che assicura un'alimentazione sana e sostenibile.
È convinto che produciamo molto più di quanto avremmo bisogno, consumiamo molto più di quanto ci faccia bene, trasportiamo molto più di quanto sia necessario. È per un’Europa non dominata dalle grandi imprese, ma solidale, democratica, costruttrice di pace, per una politica che non  rafforzi chi è già forte, ma renda più autosufficiente chi lo è meno.
 

© Sepp Kusstatscher | Credits | stampare | E-Mail